sabato 17 novembre 2007

GIANFRANCO FINI ATTACCA MEDIASET

Gianfranco Fini non ci sta più: il leader di Alleanza Nazionale - come riporta la stampa - si è sfogato pubblicamente contro il perpetuato attacco mediatico a lui rivolto dalle testate del gruppo Mondadori-Mediaset, il cui azionista di riferimento è Silvio Berlusconi. "La misura è colma, stamattina ho chiamato Berlusconi e gliel'ho detto in faccia", avrebbe dichiarato Fini stando a quanto scrive stamane La Repubblica. Oltre a motivi puramente politici, ad infiammare la situazione ci avrebbe pensato la pubblicazione di notizie riguardante la sua nuova compagna Elisabetta Tulliani su Chi (Mondadori), unito al servizio di Striscia La Notizia (Mediaset) di mercoledì scorso in cui si raccontava in modo ironico la vecchia relazione della Tulliani con Luciano Gaucci. A questa e a tutte le accuse ha risposto la presidenza Mediaset con un comunicato ufficiale, che riportiamo qui di seguito nella sua interezza: «La presidenza di Mediaset esprime una netta presa di distanza dagli eccessi giornalistici e satirici, anche in programmi Mediaset, che hanno colpito negli ultimi giorni la vita privata di Gianfranco Fini. La derisione che si trasforma in dileggio non è accettabile nei confronti di scelte sentimentali che non hanno alcuna attinenza con la vita pubblica del Paese, e in particolare se ci sono nuove vite in arrivo. Nello stesso tempo la presidenza Mediaset respinge nel modo più assoluto il sospetto di un disegno politico-editoriale orchestrato dal gruppo Fininvest ai danni del presidente di An. Avanzare sui giornali ipotesi del genere significa fare un torto all’autonomia di Silvio Berlusconi e da Silvio Berlusconi. A volte, semplicemente, la polifonia editoriale che ha sempre contraddistinto il nostro Gruppo rischia di trasformarsi in cacofonia. Sono i rischi della libertà». A rincarare la dose ci ha pensato anche Antonio Ricci, che ha fatto pervenire una stringata nota: «Abbiamo fatto satira come l'abbiamo fatto su Silvio Berlusconi, Massimo D'Alema e Walter Veltroni. La satira per definizione è satura».
Giorgio Scorsoneper "Digital-Sat.it"

giovedì 15 novembre 2007

PIERSILIVIO BERLUSCONI VOLEVA BIAGI

«No, non mi faccia usare la parola nostalgia. Però, se devo dirle proprio cosa mi manca, forse una tv dai ritmi meno frenetici, magari meno ricca ma con appuntamenti più cadenzati e più sentiti dal pubblico».

Il Pier Silvio Berlusconi che non ti aspetti. Mediaset, di cui è vicepresidente, passa per la televisione non soltanto generalista per eccellenza, ma superficiale, anticulturale, magari pure volgare, creatrice di quel fenomeno trash che per gli aficionados si chiama solo Gieffe e per i profani è il Grande Fratello, con tutto il corollario di Fattorie, Stalle e Isole dei famosi che ne deriva. Ecco.

Ti aspetti un Pier Silvio in linea con tutto questo. Magari anche un po' cinico. E invece: «Vede questi due piccoli oggetti d'argento, qui, sulla scrivania? Me li regalò Corrado quando si sposò, nel 1996. Io avevo iniziato da poco a ad occuparmi a fondo di tv, e avevo preso l'abitudine di andare almeno una volta al mese da lui, a Roma. Pranzavamo insieme, ci intendevamo al volo e i suoi consigli mi hanno aiutato a capire la televisione. Già allora avevo rapporti con tanti personaggi. Ma spesso ero soprattutto io a dover risolvere problemi».


Che tipo di televisione le piaceva guardare, da bambino?«Da bambino guardavo poca televisione, quasi solo trasmissioni sulla natura e gli animali. Mi piacevano i documentari di Jacques Cousteau. Sognavo di vivere e lavorare in mare come lui. Tanto è vero che il mio primo rapporto diretto con la tv è capitato partecipando a una trasmissione dedicata agli animali. Andai con il mio cane. li programma si chiamava "EArca di Noè", lo trasmettevano su Telemilano 58 e, me lo ricordo ancora, c'era un veterinario che si chiamava Delfi Carri».


Poi è finito a fare il vicepresidente del maggiore gruppo televisivo privato. Non deve essere poi così male...«Il mio rapporto con la tv è cambiato radicalmente già a tredici anni: mio padre mi chiese di assistere ai cosiddetti "Comitati programmi" di Arcore, dove si parlava di contenuti, pubblicità, tutto quello che riguardava Canale 5, nata due anni prima».


Ora cosa le impedisce di produrre una tv con più documentari alla Cousteau?«Tutto nella vita è cambiato, è diventato più veloce. E anche il pubblico è cambiato: persino i bambini, oggi, hanno i dvd, la playstation, il computer... Quindi, una televisione con i ritmi di una volta non avrebbe senso. In più, i telespettatori sono sempre più esigenti, in grado di scegliere, selezionare, giudicare. Insomma, nostalgia a parte, la realtà è che la tivù di oggi è migliore rispetto a quella del passato».


Probabilmente, l'offerta di Mediaset è la più ampia e diversificata d'Europa. Ma non sempre la quantità vuol dire qualità.«Sono d'accordo. Però credo che la qualità in senso assoluto non sia definibile. Un programma può piacere o non piacere, dipende dai gusti personali. In televisione, la qualità è l'attenzione ai dettagli, la cura del prodotto, la capacità di innovare programmi già affermati che solo con un grande sforzo diventano ogni anno appuntamenti irrinunciabili. Prenda i reality show. Il Grande Fratello può non piacere, certo, ma è un programma fatto bene, con un grande lavoro alle spalle. Non solo è tecnicamente curato, ma è realizzato con evidente sensibilità editoriale. Dopodiché, come si dice: non tutte le ciambelle vengono col buco...».

Esempi?«Se le dicessi cosa cambierei, poi cambiare davvero diventerebbe più difficile».


Provo a fare un esempio io, allora. Enzo Biagi l'avrebbe fatto lavorare a Mediaset?«Assolutamente sì».


Davvero?«Sì, perché concepisco la tv come uno specchio del nostro Paese, dove tutto viene rappresentato per quel che è, nella massima libertà. Quando penso a chi fa televisione non mi pongo il problema delle sue posizioni politiche».


In televisione lavorano molti artisti di sinistra?«Veramente, a me non sembra. Poi, se lei m parla della satira, forse è una questione di tradizione, dell'ambiente in cui i comici si formano. Ma, le ho detto, non sono questi i problemi che ci poniamo, quando pensiamc ad un programma. Le "Jene" sono di sinistra? Di sicuro non sono mai a senso unico. A me interessa solo che realizzino un buon prodotto. Come editori vigiliamo (non è che non vigiliamo, eh!) solo dal punto di vista della qualità editoriale. In Mediaset, de Costanzo a Mentana, la libertà è sotto gli occhi di tutti».


Nel borsino dei conduttori, verrà un giorno in cui conteranno anche l'istruzione, la conoscenza dei congiuntivi, cose di questo tipo?«Il perché del successo di un personaggio televisivo non può essere schematizzato. Bonolis ha un grande carisma e anche un'evidente formazione culturale. Fiorello ha un talento straordinario e capacità di improvvisazione. Maria De Filippi è diversa da tutti: conduce in maniera insolita e sa arrivare alla gente, racconta storie meglio di chiunque altro. E poi Gerry: il pubblico di lui si fida».

A proposito di curriculum. Se uno che si chiama Silvio Berlusconi decidesse di farla finita con la politica e tornare al suo primo amore, un posto glielo troverebbe, qui dentro? Pier Silvio ride. «C'ha creato lui, tutto questo!». Poi si fa serio. «Non credo che mio padre lascerà mai la politica. So che la televisione è parte di lui, nella testa e nel cuore. Ma oggi la sua vita è altro».

Mario Prignanoper "A"

mercoledì 14 novembre 2007

BONOLIS CONTRO COSTANZO

Il duello ai ferri corti tra Paolo Bonolis e Maurizio Costanzo prosegue. Il conduttore coi baffi non ne vuole sapere di mollare uno spazio al suo concorrente. Nemmeno i santi del Paradiso dello spot Lavazza questa volta possono aiutare Paolo, che in verità si aspettava più coccole dal Biscione, gentile con lui, a onor del vero, solo al momento della firma del nuovo megacontratto. Proprio da lì sono cominciate le vicissitudini di Bonolis, che per invidia ha cominciato a perdere gli amici. La sua scalata alla gloria di Mediaset è stata tutta in salita. E nemmeno adesso che con “Ciao Darwin” vince la serata riesce ad avere un po' di riconoscenza. Il suo “Senso della vita” rischia di scomparire dietro il sipario del “Costanzo show”. Non va dimenticato che la ruggine tra i due risale a qualche anno fa quando si beccarono sugli ascolti di “Domenica In” dell'era Bonolis e la “Buona Domenica” di Costanzo. Paolo contestò i dati di Maurizio dicendo: «Il mio amico Ciccio Baffo ha una irresistibile vocazione a manipolare e gestire i dati d'ascolto, come se fossero malcapitati ospiti dei suoi programmi». Per contro Costanzo replicò con una frase di Flaiano: «L'insuccesso gli ha dato alla testa».
DAGOSPIA

martedì 13 novembre 2007

INTERVISTE BARBARICHE O REGOLAMENTO DEI CONTI?

«Buon giorno, ben arrivato, come va?». «Molto teso grazie, e lei?». Un dialogo di questo tipo tra Daria Bignardi e i suoi ospiti non si è ancora verificato, alle Invasioni Barbariche (venerdì su La 7, ore 21.30), ma non si va troppo lontani dal vero a immaginarselo così, pochi secondi prima che inizino le interviste che sono il punto di forza del programma, quest'anno ancora più che nel recente passato. Il fatto è che al momento sono due le linee di tendenza riconducibili all'insidioso genere dell'intervista televisiva: una è incarnata da Fabio Fazio, che i suoi invitati ama metterli a loro agio assoluto, infìocchettarli di complimenti, senza tendere trappole di alcun tipo, conia conseguenza di rendere l'intervista fin troppo liscia e senza scosse ma di compensare la prevedibilità del copione con l'acquisizione di ospiti che vanno solo da lui perché di lui si fidano (Nicoletta Mantovani, ad esempio, l'avrebbero voluta intervistare in tanti ma è andata solo a Che tempo che fa). L'altra via all'intervista televisiva è quella scelta da Daria Bignardi, che i suoi ospiti non disdegna di metterli a disagio, in un clima che non di rado presenta momenti urticanti per chi è seduto sulla scomoda sedia delle Invasioni Barbariche e non facili da gestire per la stessa conduttrice. Ne guadagna la vivacità e, spesso, la possibilità di conoscere qualche sfaccettatura inaspettata dei personaggi intervistati, provocando talvolta un irrigidimento delle due parti in gioco che mina la scorrevolezza dell'incontro e rischia di farlo sembrare pericolosamente vicino a un regolamento di conti strettamente personale. Nel giro di poche puntate, ad esempio, Daria Bignardi è riuscita a trattare Lorella Cuccarini come se avesse 60 anni e appartenesse al paleolitico tv, ha etichettato più volte come pazza Marina Ripa di Meana mentre intervistava la figlia Lucrezia Lante della Rovere e ha dato del padrino a Luciano Moggi reagendo con carattere a una sua battuta particolarmente infelice. Questo solo per rimanere alle ultime settimane, ma in realtà non passa venerdì che non ci si chieda in quale momento dell'intervista l'ospite apparirà in difficoltà sotto l'incalzare della conduttrice. Rispetto alle ultime stagioni, la Bignardi pare aver dirninuito la quota di domande gossipare puntando su un maggiore approfondimento della personalità dell'intervistato. E sono sempre più frequenti le volte in cui abbandona la traccia delle domande preparate per allacciarsi a quanto appena detto dal suo interlocutore.
Roberto Leviper "Il Giornale"

UNA DOMENICA DI DISINFORMAZIONE


Perché, nei momenti tragici, le nostre tv non sanno mai come comportarsi? Un tifoso muore davanti a un autogrill, ucciso da un colpo d'arma da fuoco esploso da un agente della Polstrada. Un ragazzo muore per un «tragico errore», muore per una delle tante insensatezze che ormai accompagnano il calcio. La notizia arriva nelle redazioni e in tv con molto ritardo, forse dovuto all'imbarazzo di raccontare unascena come questa. Sky fa subito il suo dovere, è una macchina informativa sempre aperta. La Rai affida ai conduttori che in quel momento sono in onda la gestione della notizia: su Raiuno interviene Massimo Giletti, su Raidue Simona Ventura. Per non ripetere l'impaccio con cui la trasmissione nel 1995 trattò l'uccisione del tifoso genoano Vincenzo Spagnolo, la Ventura decide opportunamente di interrompere. A Mediaset, invece, gli imitatori di «Guida al campionato» vanno avanti come se niente fosse. Solo più tardi tutti i network racconteranno per esteso e commenteranno il tragico evento. Che strano Paese il nostro. Muore un tifoso in questa maniera.incredibile e qualcuno decide che bisogna andare avanti. Così le decisioni le prendono le curve, come nei Paesi più incivili, dominati dalla violenza. Perché la Rai non contempla una procedura d'urgenza per casi simili e una rete prènde in mano la faccenda? Perché a Mediaset ci mettono così tanto a sintonizzarsi sull'assurdità e sulla tragicità di quanto è successo? Genoa-Milan del '95 non ha insegnato nulla; la sospensione in diretta del derby Lazio-Roma 2004, pretesa dai tifosi, non ha insegnato nulla. L'informazione potrebbe forse aiutare il ministro, o chi per lui, a prendere una decisione più sensata. Così, invece, abbiamo vissuto un'altra maledetta domenica di disinformazione, di confusione, di sbandamento. Cioè, di calcio.
Aldo Grasso per "Il Corriere della Sera"

domenica 11 novembre 2007

I VOSTRI COMMENTI AL NOSTRO VIDEO SU GRILLO

Record di visite per lo speciale Beppe Grillo Cacciato dalla Rai, oltre 12.800 contatti. Per vedere lo speciale potete cliccare qui. Intanto riportiamo di seguito i commenti che gli utenti di you Tube ci hanno lasciato:
  • Grande Beppe
  • "E' più facile uccidere la moglie che divorziare".E' più facile arrestare il mondoche ammanettare un corvaccio immondo(IoSonoBabs)
  • ehehhe è sempre carino l'hype nei confronti di grillo
  • Baudo fece bene a dissociarsi (cos'altro poteva fare?), a mio avviso Grillo disse cose (alla luce dei fatti che poi sono avvenuti giuste), pero' lo fece in maniera eccessiva e forse fuori luogo in uno spettacolo del sabato sera, detto cio', Grillo ritorno' in rai pure a Sanremo '88 e '89 e potè dire tutto quello che volle, dunque smettiamola di dire che l'Italia era come il Cile degli anni '70...
  • Grillo figuriamoci se compriamo qualcosa da lei...no sa mi era scomparso un pacco di yogurt dalla macchina... volevo controllare!!!XDGRANDISSIMO BEPPE COSì SI FA!!!
  • "Beppe Grillo cacciato dalla Rai".E che c'è di strano? Mica la Rai è di sua Proprietà!Io, Angelo Russo e la mia famiglia invece... Leggi Proc Pen. 27938/04 - 9287/06 - 43630/04Tanto per cominciare
  • La classe politica dell'epoca e Craxi si sono offesi per una battuta del genere?Ma che sono: permalosi? I veri offesi sono gli Italiani, siamo noi quelli che vengono presi costantemente per i fondelli da promesse elettorali che puntualmente non vengono mai mantenute da nessuno schieramento. Ma piantatela e vergognatevi!!
  • sei il più grande!!!!
  • L'unica cosa che ci resta...oltre che piangere è la rivoluzione!!!Nemmeno la magistratura è più libera, la rete verrà imbavagliata nessuno sarà più libero di fare nulla, i vigili fanno le multe, la polizia fà le multe, il governo fà le multe, ci manca la chiesa a far le multe e siamo a cavallo......si perchè la benzina costa troppo!!!Auguri Italia
  • Forza Beppe!che se ne vadano AFFANCULO tutti questi politici corrotti e pluricondannati così come i direttori dei giornali che ci hanno fatto diventare un paese SEMILIBERO!!!
  • grazie beppe!
  • quando uno è un grande...Sei un mito Beppe!!
  • Ma sinceramente... come ha fatto a dire quelle cose in tv!!!!!!! Che grande... come ha fatto... come ha fatto...
  • Il sistema della censura italiano ha addestrato giornalisti servi e comici senza memoria di satira..non so dove andremo a finire..grazie Beppe..
  • che grande Beppe!!!!!!!!!!!sempre anni luce avanti a tutti........dopo 20 anni e' sempre llui e solo lui a vincere, glia altri scompaiono nel nulla della loro meschina esistenza, ma il grande beppe e' sempre li a far parlare di se! oggi come 20 anni fa non e' cambiato nulla in questo paese.......! falli fuori tutti Beppe.
  • Che schifosi i socialisti, facce di culo!
  • Marò...la Cuccarini nell'86...mmmhhh...
  • notoriamente i socialisti si sono poi rivelate persone oneste ed integerrime...
  • è una dittatura!!! in nessun altro paese c'è non solo una tale censura...c'è un vero e proprio TERRRORE ATAVICO NEI CONFRONTI DELLA VERITA' IN ITALIA!!! CHE PAESE DI MERDA CHE SIAMO!!! CI FACCIAMO PRENDERE PER IL CULO ANCHE DAGLI SPAGNOLI!!! E CE LO MERITIAMO DI BRUTTO!!

MORTO IL REGISTA DEI SERIAL CULT


E' morto il regista di Il tenete Colombo, Le strade di San Francisco, Supercar e Magnum P.I. e non solo . Bernard L. Kowalski che ha diretto le più popolari serie di telefilm degli ultimi decenni, è morto a Los Angeles all'età di 78 anni. Iniziata la carriera di regista nel 1958, Kowalski diresse nel 1961 una decina di episodi di Perry Mason. Da allora ha legato il suo nome a una sessantina di telefilm di grande successo. Ha diretto tra gli altri episodi di Gli intoccabili, Selvaggio West, Il verginiano, Missione impossibile e Agenzia Rockford. Che si aggiungono ai già citati Il tenente Colombo (in onda su Rete4), Le strade di San Francisco, Supercar e Magnum P.I.. Oltre alla regia di tante top tv series degli anni Sessanta e Settanta, Kowalski ha diretto anche una ventina di film, in particolare di fantascenza e del terrore. Tra i suoi film piu' famosi figurano Krakatoa, Est di Giava (1969), in cui si racconta la storia di una disastrosa eruzione vulcanica, e Kobra (1973), la pellicola di fantascenza dell'orrore in cui la Terra viene dominata dai serpenti. Tra gli altri titoli da lui diretti figurano Assassino per un testimone (1969), Macho Callagan (1979) e Marciano (1980), storia romanzata di Rocky Marciano, campione mondiale di pugilato nella categoria di pesi massimi dal 1952 al 1955.

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