mercoledì 17 ottobre 2007

GLI ANNI 80 DI MIA MARTINI


La sua attività è contraddistinta da un nuovo e più autentico spirito di lavoro e da un esclusivo interesse artistico, che la porta a valutare i progetti che le interessano davvero, indipendentemente dalla aspettative di successo.
Ma i rapporti con Fossati si complicano, e in seguito a ciò sfuma una sospirata collaborazione con
Pino Daniele che prevedeva la realizzazione di un intero album.
Nel
1981, dopo una difficile operazione alle corde vocali, che ne modifica leggermente il timbro e l'estensione in favore di una voce più roca, Mia è decisa a proporsi anche come cantautrice, presentandosi con un look più discreto e maschile, lontano anni luce da quello eccentrico degli anni settanta. Realizza per la DDD (Drogheria di Drugolo di Roberto Galanti) l'album Mimì: dieci brani quasi interamente scritti da lei e registrati tra Londra e gli Usa con gli arrangiamenti di Dick Halligan.
I risultati sono sorprendenti e variano le atmosfere musicali: degne di nota Parlate di me, Sono tornata e Del mio amore. Vengono estratti due singoli (E ancora canto e Ti regalo un sorriso, con cui partecipa al Festivalbar) e il progetto ottiene un buon successo.
Nel
1982 arriva il vero rilancio discografico con la prima partecipazione di Mia al Festival di Sanremo, dove interpreta ancora una canzone scritta da Ivano Fossati, intitolata E non finisce mica il cielo. La qualità di un brano del genere, spesso destinato a non raggiungere il podio, viene comunque riconosciuta dai giornalisti con il prestigioso Premio Della Critica, istituito appositamente per lei.
Nello stesso anno scrive uno dei suoi testi in assoluto più validi, Quante volte, su musica e arrangiamento soft-funk di
Shel Shapiro, che produce l'Lp Quante volte ho contato le stelle. Un album che la cantante dedica al padre e in cui compaiono altri brani firmati dalla stessa Mimì: Stelle, Bambolina (proposta su singolo l'anno dopo) e il testo di Vecchio sole di pietra su musica di Fossati (episodio del tutto eccezionale nella carriera di quest'ultimo, abituato a scrivere testi e musiche delle sue canzoni). Fra gli altri autori compaiono anche Riccardo Cocciante, Mimmo Cavallo (col quale aveva già intrapreso una collaborazione due anni prima), e Gianni Bella (di cui riprende Nuova gente con testo di Mogol), oltre all'affezionato Maurizio Piccoli che firma Solo noi, retro del singolo Quante volte.
Ma il mondo dello spettacolo la ostacola in modo sempre più insostenibile, per la fama che lega il suo nome ad eventi negativi, una meschina diceria sorta almeno dieci anni prima e divenuta insistente proprio nei primi anni ottanta. Invidia e stupidità da parte di colleghi e addetti ai lavori segneranno profondamente la sua esistenza, spingendola a rinunciare ad una grande carriera e ad un pubblico che non l'ha mai abbandonata.


Sul finire del 1983 decide di ritirarsi dalle scene, organizzando al teatro Ciak di Milano un concerto con musicisti di prim'ordine che diventerà l'album Mia Martini dal vivo - Miei compagni di viaggio. Mimì ripercorre le tappe più importanti della sua crescita musicale attraverso le cover di autori a lei particolarmente cari, tra cui John Lennon, Randy Newman, Vinicius de Moraes, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, e Luigi Tenco. Ai cori di un brano piuttosto emblematico come Big yellow taxi di Joni Mitchell partecipano anche Loredana Bertè, Ivano Fossati, Cristiano De André, e l'amica di sempre Aida Cooper, vocalist di talento. Il concerto si chiude con il significativo brano Ed ora dico sul serio ("...Non vorrei cantare più") di Chico Buarque De Hollanda.
Nel
1985, la DDD prova un ulteriore ed ultimo tentativo per rilanciare la carriera di Mia Martini cercando di farla partecipare al Festival di Sanremo con Spaccami il cuore, un pezzo scritto da Paolo Conte, che però viene scartato dalle selezioni. Il brano viene comunque stampato su 45 giri, ma in pochissime copie. Sul retro, un'altra composizione della stessa Mimì intitolata Lucy, in cui emerge il contrasto tra il Sole e la Luna intesi nel significato simbolico che assumono all'interno dei Tarocchi (vecchia passione dell'artista), unitamente ad una filastrocca tradizionale calabrese nel dialetto di Bagnara, per l'occasione musicata.
Dopo l'ultimo episodio di ostracismo, critici e addetti ai lavori sembrano ostinati a condannarla ad "un tunnel", come lei stessa lo definì anni dopo: probabilmente era anche il tunnel della depressione, che Mimì non riuscì mai a superare veramente dopo la fine della relazione con Fossati. Durante questo periodo di profonda crisi, spesso apparsa insanabile, l'artista riparte dalle proprie origini, dalla sua Calabria, dal rapporto col padre, alla ricerca della sua stessa identità.
Per sopperire alle notevoli difficoltà economiche, Mimì, nel frattempo trasferitasi a
Calvi dell'Umbria, continua comunque ad esibirsi in locali di provincia o di periferia, accompagnata da altri gruppi.


Solo nel 1989, alcuni dei discografici che l'avevano seguita all'inizio (Lucio Salvini in particolare, e Giovanni Sanjust) potranno convincerla ad un grande rientro. La canzone Almeno tu nell'universo era stata scritta da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel 1972 (addirittura nella stessa settimana di Piccolo uomo), e rimasta nel cassetto anche perché un po' troppo avanti nei contenuti. Grazie all'interessamento di Adriano Aragozzini, allora direttore artistico del Festival di Sanremo, Mia Martini può gareggiare con questa canzone.L'interpretazione suscita gli entusiasmi del pubblico e le vale per la seconda volta il Premio della Critica: un assoluto trionfo che pone fine a un altro dei tanti periodi bui, ogni volta superati con un consenso sempre maggiore.
Il successo di Sanremo la incoraggia ad intraprendere una vera nuova tournèe e ad incidere per la sua nuova casa discografica, la
Fonit Cetra, un nuovo Lp dopo tanti anni, intitolato semplicemente Martini Mia.... Si tratta di un lavoro realizzato a tempo di record, che racchiude canzoni tra cui Notturno e Donna, scritta due anni prima da Enzo Gragnaniello.
Il cantautore napoletano aveva conosciuto Mimì in una delle sue serate e ne era rimasto molto colpito, al punto da scrivere in brevissimo tempo il primo di una lunga serie di brani che la cantante inciderà a partire dal suo ritorno sulle scene, ricambiando un'enorme ammirazione.
Donna viene scelta anche come secondo singolo e presentata al Festivalbar, dove le viene consegnato il Disco D'Oro per le oltre 100.000 copie vendute del suo album.

domenica 14 ottobre 2007

I RICCHI E POVERI


I membri originari del gruppo sono Franco Gatti (Genova, 4 ottobre 1942), Angela Brambati (Genova, 20 ottobre 1947), il sardo Angelo Sotgiu (Trinità d'Agultu, 22 febbraio 1946) e Marina Occhiena (Genova, 10 marzo 1950).
Angelo e Franco facevano parte dei
Jets, (da non confondere con un quasi omonimo gruppo genovese del decennio successivo, i Jet da cui provengono anche alcuni membri dei Matia Bazar), il cui batterista è Gianni Belleno, che nel 1966 lascerà il gruppo per entrare nei New Trolls; ed è proprio con i Jets che Franco ed Angelo hanno le prime esperienze discografiche, incidendo quattro 45 giri tra il 1963 e il 1964 per la casa discografica ITV.Quando Belleno lascia il gruppo, i Jet si sfaldano e i due, grazie all'incontro con la cantante di un gruppo beat, I Preistorici, Angela Brambati (che dal 1963 è fidanzata con Angelo), decidono di costituire un quartetto vocale sul modello dei Mamas and Papas, idea che si realizza dopo l'incontro con una giovane amica di Angela, Marina Occhiena, anche lei cantante.Il debutto del gruppo fu al Cantagiro del 1968 con L'ultimo amore cover italiana di "Everlasting love" e nello stesso anno esce il loro primo album che contiene la canzone cover e il brano "Un amore così grande". Successivamente incidono "La mia libertà" cover di un pezzo dei Bee Gees tradotta in italiano da Franco Califano che diventa il produttore del gruppo. Nel 1969 esce un nuovo singolo "Si fa chiara la notte" che nel retro contiene il brano "Era mercoledì" scritta da Sotgiu e Gatti. Nel 1970 partecipano al Festival della canzone italiana di Sanremo: arrivano secondi in coppia con Nicola Di Bari con La prima cosa bella. Nello stesso anno pubblicano "Primo sole primo fiore" e si ripresentano al Cantagiro con il brano "In questa città". Nel 1971 sono di nuovo secondi con Che sarà in coppia con José Feliciano e a fine anno esce l'album "Con l'aiuto del Signore" che contiene "Amici miei" cover della famosa "Amazing Grace". Nel 1972 diventano testimonial della celebre azienda dolciaria Ferrero del prodotto Fiesta Snack e ritornano al festival di Sanremo con il brano un "Diadema di ciliegie" che si piazza 11° ma che colpisce per lo straordinario gioco vocale del quartetto. Il 1973 è un anno molto inteso, i Ricchi e Poveri partecipano alla trasmissione Un disco per l'estate con la canzone "Piccolo amore mio" e in autunno sono a Canzonissima con il brano "Penso sorrido e canto" che arriva secondo. Sono a Sanremo con il brano "Dolce frutto" che si piazza quarto. In Bulgaria esce un album "Concerto live". Nel 1974 entrano nel cast di "Tante Scuse" di Raimondo Vianello e Sandra Mondaini e incidono la canzone "Non pensarci più" che diventa la sigla di chiusura della tramissione. Il successo riportato in questa edizione procura loro la partecipazione ad una nuova edizione del programma Di nuovo tante scuse con la sigla di chiusura Coriandoli su di noi composta da Terzoli, Vaime, De Martino e Carla Vistarini che ottiene un grandissimo successo. Nel 1976 incidono per la prima volta un brano in lingua inglese "Love will come" e partecipano a Sanremo con Due storie dei musicanti, composta da Sergio Bardotti e Luis Enriquez Bacalov tratto dall'album I musicanti. Nello stesso anno partecipano alla tournée teatrale di Walter Chiari, esperienza ripetuta poi anche l'anno successivo. Nel 1977 esce un album contenente brani in lingua ligure tra cui una rivisitazione del classico Ma se ghe pensu. Nel 1978 rappresentano l'Italia all'Eurofestival con Questo amore. Nel 1979 la canzone "Mama", composta da Marina, Angelo e Franco diventa la sigla del Jet Quiz. Nel 1980 pubblicano l'album "Come eravamo" con canzoni scritte da Toto Cotugno e arrangiate da Mats Bjorklund tra cui "La stagione dell'amore", "Somebody to love", "Goodbye my love" e "Walking love" e la cover della famosa "Et maintenant" "E no e no". Nello stesso anno il gruppo effettua una tour con Radio Montecarlo e ottiene un grande successo in Spagna. La loro canzone "Come Vorrei" era la sigla di chiusura del noto programma Portobello, condotto dal presentatore genovese Enzo Tortora.
Nel
1981 Marina lascia il gruppo, a causa sembra di forti contrasti con Angela, e tenta l'avventura da solista. Nonostante la defezione i Ricchi e Poveri mantengono la loro compattezza e continuano a mietere successi e, sempre nel 1981, sono di nuovo al Festival di Sanremo con Sarà perché ti amo: nonostante il quinto posto, la canzone diventa uno dei singoli di maggior successo dell'anno, restando alla vetta della classifica settimanale per dieci settimane (su diciannove di permanenza in top ten), conquistandosi il titolo di singolo italiano più venduto del 1981[1]. Seguono successi come Mamma Maria, Voulez vous danser e Ciao Italy, ciao amore.
Vincono il Festival di Sanremo nel
1985 con Se m'innamoro e partecipano ancora nel 1988 con Nascerà Gesù, un brano contro l'ingegneria genetica, scritto da Umberto Balsamo. Il 2002 li vede ritornare con un nuovo lavoro discografico, Parla col cuore, che contiene alcuni successi e 6 brani inediti da loro composti. Nel 2004 partecipano al reality show Music Farm condotto da Amadeus, vincendo a sorpresa la sfida contro Loredana Bertè e arrivando terzi.Quasi tutte le loro canzoni di successo sono state scritte da due grandi autori italiani: Cristiano Minellono e Dario Farina.

venerdì 12 ottobre 2007

CARMEN RUSSO, la sua carriera



Dopo aver studiato da ballerina classica ed aver partecipato ad alcuni concorsi di bellezza (Miss Liguria nel 1974), si trasferisce sul finire degli anni settanta a Roma in cerca di provini a Cinecittà. Senz'altro aiutata dalla bellezza esuberante del proprio corpo da pin-up maggiorata, con una quinta misura naturale di seno, non tarda ad essere notata e ad ottenere le prime partecipazioni cinematografiche e televisive. Già nei primi anni ottanta lavora in numerose film, prima b-movie di genere horror, noir e pornosoft (queste ultime pellicole girate con lo pseudonimo di Carmen Bizet) poi in commedie sexy all'italiana, con Alvaro Vitali, Renzo Montagnani e Lino Banfi fra gli altri. Ha recitato anche in teatro accanto a Walter Chiari. In questi anni è protagonista di alcuni servizi di nudo su importanti riviste come Playboy e Playmen.
Arrivata alla televisione con il boom delle rete commerciali, è protagonista di trasmissioni di culto degli anni ottanta come
La bustarella Drive In, Grand Hotel e Risatissima. In queste trasmissioni può rivelare appieno una personalità poliedrica, nel ballo, nella recitazioni di sketch comici, nella conduzione. Grazie ad una elevata professionalità è riuscita a superare il cliché del personaggio della bomba sexy, dandole la possibilità di instaurare una carriera più duratura (al contrario di molte altre sexy soubrette, come la rivale Nadia Cassini).
Nella trasmissione Drive In conosce il ballerino
Enzo Paolo Turchi, che sposa nel 1987. Oggi si occupa soprattutto dell'insegnamento della danza nella sua scuola di ballo a Napoli, ed è spesso ospite di varie trasmissioni TV.
Nel
2003 ha partecipato al reality show L'isola dei famosi, e nel 2006 partecipa e vince all'edizione spagnola dello stesso reality, intitolata Supervivientes in onda sul canale Telecinco.

mercoledì 10 ottobre 2007

GIANNA NANNINI


Nasce a Siena, nella contrada dell'Oca. Studia pianoforte al Conservatorio di Lucca, dopodiché si trasferisce a Milano per dedicarsi alla carriera di musicista. Dopo aver militato nel gruppo dei Flora Fauna & Cemento guidato da Mario Lavezzi, pubblica il primo album per la Ricordi nel 1976. Il primo grande successo è il singolo America, uscito nel 1979 e realizzato anche in una versione estesa pubblicata su discomix, accompagnato dall'album California, che apre la cantante toscana al mercato intercontinentale. Questo passo è sottolineato dalla stretta collaborazione della Nannini con il produttore Conny Plank con cui sigla la colonna sonora del film Sconcerto rock, e Latin Lover, un grande successo internazionale, dove il rock della Nannini diviene europeo.
Il fenomeno esplode nel
1984, anno in cui esce Puzzle, il suo sesto disco. Realizza il video di Fotoromanza (per la regia di Michelangelo Antonioni) per poi partire con un tour europeo di grande successo. Inoltre partecipa al Montreux Jazz Festival. Tra agosto e ottobre è in tour nelle maggiori città italiane: una quarantina di concerti con un totale di circa trecentomila spettatori[1]. Fotoromanza, aiutato dal video, si piazza al primo posto della classifica per due mesi, mentre Puzzle è per sei mesi fra i primi dieci della hit-parade italiana degli album[2]. Il disco è nei primi posti delle chart anche in Germania, Austria e Svizzera (dove Gianna riceve due dischi d'oro). Con la stessa canzone Gianna vince il Festivalbar, Vota la voce e il Telegatto d'oro (con Raffaella Riva) per il miglior testo dell'anno. Ciononostante parte della critica ha rimproverato a questo brano un'eccessiva melodicità e commercialità, e alla cantante una sorta di tradimento delle sue origini rock.
Nel
1986, esce l'album Profumo con il quale, trascinata dalla canzone Bello e impossibile, si aggiudica due dischi di platino in Italia, il disco d'oro in Germania e il platino in Austria e Svizzera. L'anno successivo bissa il successo con la compilation Maschi e altri, che vende oltre un milione di copie. Nel 1990 registra la canzone Un'estate italiana, nota anche dalle prime parole del ritornello come Notti magiche, scritta insieme a Edoardo Bennato, sigla dei Mondiali di calcio di Italia '90.
Si laurea nel
1994 presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena con il massimo dei voti e la lode. L'anno seguente si arrampica su un balcone di Palazzo Farnese, sede dell'ambasciata francese, e improvvisa un concerto di protesta contro la decisione del governo transalpino di riprendere gli esperimenti nucleari nell'atollo di Mururoa. Incide negli anni a venire molti dischi, e anche una nuova, necessaria, antologia di successi intitolata Bomboloni. Partecipa inoltre alla realizzazione della colonna sonora dell'ultimo film di Enzo d'Alò.

Gianna Nannini agli esordi della sua carriera
Nel
2002 Gianna Nannini pubblica Aria: l'album spicca fra gli altri e fa parlare di sé per i testi scritti da Isabella Santacroce, di forte impatto emotivo e dai temi decisamente goth. Nel 2004 esce Perle, album con brani del suo repertorio e il cui singolo di punta, Amandoti, è la cover di una canzone dei CCCP Fedeli alla linea di Giovanni Lindo Ferretti. Nel febbraio 2006 pubblica il disco Grazie, che in settembre vince al Festivalbar il premio per il miglior album dell'anno. Il primo singolo estratto, Sei nell'anima, ha un forte impatto commerciale, tanto da riportare la cantante senese al primo posto della classifica italiana, dopo ben sedici anni. Sei nell'anima, è stato anche inserito nella colonna sonora del film Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi di Giovanni Veronesi. Il secondo singolo estratto è Io, che porta lo stesso nome dell'autobiografia della cantante. Il brano diventa il tormentone dell'estate grazie anche a nuove versioni remixate ad uso e consumo dei frequentatori delle discoteche. Nell'ottobre del 2006 viene lanciato il terzo singolo, la title-track Grazie che fa anche da colonna sonora al film Quale amore di Maurizio Sciarra. Alla fine del 2006 il disco è il più venduto dell'anno in Italia, con vendite vicino alle 400.000 copie [3].
Nella notte tra il 14 e il 15 febbraio
2007 ad 86 anni è venuto a mancare il padre di Gianna, Danilo Nannini, personaggio molto conosciuto a Siena in quanto noto industriale dolciario e presidente del Siena Calcio per diversi anni. Nell'album Grazie troviamo una canzone dedicata a lui, Babbino caro, simbolo della riappacificazione di Gianna col padre, in quanto il loro rapporto è stato sempre piuttosto conflittuale. Nel 2007 prende parte all'album Danson metropoli - Canzoni di Paolo Conte degli Avion Travel, dove canta Elisir assieme a Paolo Conte.
Realizza l'opera rock
La Pia de' Tolomei, ispirata al personaggio della Divina Commedia di Dante Alighieri. Ha studiato in sette anni di lavoro e ricerca tutte le musiche in chiave pop di quest'opera medioevale per raccontare una storia d'amore, di gelosia, d'inganno e trionfo spirituale. Anticipato dal singolo Mura Mura, viene pubblicato a fine aprile 2007 un album di quest'opera prodotta dalla Nannini e Wil Malone dal titolo Pia, come la canto io. David Zard porterà in scena l'opera nel 2008.

martedì 9 ottobre 2007

TOTO CUTUGNO, L'ITALIA NEL MONDO


È al Festival di Sanremo 1976 come membro del gruppo degli Albatros con la canzone Volo AZ504 che si classifica terza. L'anno dopo è di nuovo al Festival con Gran premio. Nel 1978 inizia la carriera solista con la canzone Donna donna mia che diventerà la sigla del programma di Mike Bongiorno, Scommettiamo?. Lo stesso anno scrive per Adriano Celentano Soli. Nel 1979 incide Voglio l'anima seguito dall'album omonimo.
Partecipa e vince il
Festival di Sanremo 1980 con Solo noi. Lo stesso anno vince il Festival di Tokyo con Francesca non sa, partecipa al Festivalbar con Innamorati vincendolo come autore di Olimpic Games di Miguel Bosè. Incide anche Flash siglia dell'omonimo programma di Mike Bongiorno.
Nel
1981 esce il suo secondo album, La mia musica. Partecipa al Festival di Sanremo 1983 con la sua canzone più famosa, L’italiano che vince la votazione popolare del Totip ma alla fine si classifica al quinto posto. Al Festival di Sanremo 1984 si classifica secondo con Serenata. L'anno successivo è sempre secondo come autore della canzone di Luis Miguel Noi ragazzi di oggi. Pubblica il singolo Mi piacerebbe andare al mare il lunedì.
Si ripresenta al
Festival di Sanremo 1986 con Azzurra maliconia. Al Festival di Sanremo 1987 si classifica nuovamente secondo con Figli e scrive ben altri tre brani, Io amo (Fausto Leali), Il sognatore (Peppino Di Capri) e Canzone d'amore (Ricchi e Poveri). Lo stesso anno inizia a lavorare a Domenica In di cui scrive la sigla Una domenica italiana.
Nei tre anni successivi a Sanremo si classifica nuovamente secondo, nel
1988 con Emozioni, nel 1989 con Le mamme e nel 1990 con Gli amori che interpreta assieme a Ray Charles. Nel 1989 conduce in RAI la trasmissione Piacere Raiuno.
Vince l'
Eurofestival 1990 a Zagabria con Insieme 1992. L'anno dopo presenta la manifestazione in coppia con Gigliola Cinquetti. Nel 1992 pubblica Non è facile essere uomini. Torna al Festival di Sanremo 1995 con Voglio andare a vivere in campagna. Al Festival di Sanremo 1997 invece canta Faccia pulita. Nel 1998 inizia a condurre I fatti vostri.
Nel
2002 ha un grande successo in Francia con Il treno va. Torna al Festival di Sanremo 2005 al fianco di Annalisa Minetti con Come noi nessuno al mondo che si classifica al secondo posto, la sesta volta nella sua carriera.


Testo fornito da Wikipedia

domenica 7 ottobre 2007

VASCO ROSSI, LA CARRIERA


Vasco Rossi, comunemente noto con il solo nome Vasco, o con l'appellativo Blasco, nasce a Zocca, paesino dell'appennino tosco-emiliano tra Modena e Bologna, il 7 febbraio 1952. Il nome gli viene dato dal padre Giovanni Carlo, di professione camionista, in omaggio a un omonimo compagno di prigionia in Germania.Fin da bambino, su decisione della madre, casalinga appassionata di musica, viene iscritto a scuola di canto e a 14 anni entrerà a far parte del suo primo gruppo musicale, chiamato "Killer", nome successivamente trasformato in un più rassicurante "Little Boys".
Presto si trasferisce a Bologna dove ottiene il diploma di ragioneria. Nel
1972, in piena contestazione studentesca, comincia a interessarsi al teatro e, convinto di dover continuare gli studi si iscrive alla facoltà di Pedagogia a Bologna. Decide poi di lasciare per mettersi a lavorare in proprio. Apre una discoteca chiamata Punto Club nella quale lavora come Disc jockey; contemporaneamente, con alcuni amici, tra cui Maurizio Solieri e Massimo Riva, fonda una delle prime radio libere italiane, Punto Radio, in cui comincia a proporre alcuni dei suoi pezzi. Questa nuova esperienza si rivelerà fondamentale per la sua carriera.


I primi anni nel mondo della musica

Sotto la spinta dei suoi amici, tra cui Gaetano Curreri, attuale leader degli Stadio, incide nel 1977 il suo primo 45 giri, contenente i brani Jenny è pazza e Silvia, per l'etichetta Borgatti Music (che fino ad allora aveva curato la produzione e distribuzione di dischi legati al genere Liscio) seguito dal suo primo album, Ma cosa vuoi che sia una canzone, pubblicato nel 1978 e venduto solo in Emilia-Romagna. Nel 1979 esce il suo secondo album Non siamo mica gli americani che contiene tra le altre canzoni anche Albachiara, che in futuro diventerà uno dei suoi maggiori successi.
Segue l'album
Colpa d'Alfredo (1980); la canzone che porta il titolo dell'album viene censurata dalle radio, perché contiene termini ritenuti offensivi. La popolarità di Vasco Rossi, che inizia a farsi conoscere anche a livello nazionale, cresce in seguito a una sua esibizione dal vivo, durante la nota trasmissione televisiva Domenica In. In questa occasione canta la canzone Sensazioni forti e la sua esibizione viene ampiamente criticata dal giornalista Nantas Salvalaggio che, in un suo articolo sul settimanale Oggi, si scaglia contro il cantante e contro la RAI, colpevole di ospitare nel suo più popolare programma della domenica un simile esempio di "ebete, cattivo e drogato". [1]. Il rocker ed il suo staff protestano nei confronti del giornalista, ma l'inconveniente, nei fatti, aumenta il nascente mito del "Blasco".
Nel
1981 esce l'album Siamo solo noi considerato dalla critica come uno tra i suoi lavori migliori; la canzone che dà il titolo all'album verrà più volte identificata come un vero e proprio "inno generazionale".

Gli anni del boom


L'esperienza che cambia radicalmente la carriera di Vasco Rossi è, senza dubbio, la partecipazione al Festival di Sanremo. Nonostante il festival della canzone italiana non appartenga all'orizzonte artistico del rocker, Vasco Rossi e il suo entourage decidono di sfruttare la vetrina offerta dalla RAI, creando anche qualche malumore tra i (pochi) fan dell'epoca [2].Così, nel 1982 Vasco partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Vado al Massimo, con cui si classificherà ultimo. La canzone contiene una ironica risposta a Nantas Salvalaggio, il giornalista che due anni prima lo aveva criticato ferocemente sulle pagine del settimanale Oggi, apostrofato come "quel tale che scrive sul giornale". Nell'aprile dello stesso anno esce l'album Vado al massimo, che resterà in classifica per 16 settimane, un piccolo successo che dimostra che la performance di Rossi ha fatto breccia nel pubblico.
L'anno seguente (
1983) si presenta di nuovo a Sanremo con la canzone Vita spericolata. La canzone diventerà uno dei classici della musica italiana, così come la canzone Siamo solo noi, e raggiunge lo stesso anno il 6° posto nella classifica dei 45 giri [3], ma si classificherà al penultimo posto nella graduatoria del Festival. La performance del rocker di quell'anno fa scalpore: Rossi abbandona il palco ancor prima che finisca la canzone, tirandosi dietro il microfono, che, collegato col filo all'amplificatore, cade, creando panico al pubblico in sala e ai conduttori dello show tv. Segue l'uscita dell'album Bollicine. È il sesto album in sei anni, quello che consacra definitivamente Vasco Rossi a icona del rock italiano: resta in classifica per 35 settimane, e si piazza come quinto album più venduto dell'anno [4]. L'ironica canzone Bollicine farcita di slogan e frasi ad effetto vince il Festivalbar '83 e il tour per promuovere l'album è un trionfo. È sicuramente uno dei periodi di massimo successo dal punto di vista musicale, ma non dal punto di vista umano: secondo alcuni biografi in quel periodo Rossi sta veramente andando al massimo; è farmaco-dipendente, vive come se fosse sempre su un palco, non dorme per giorni interi mentre continua ad assumere anfetamina e Lexotan tanto da costringere il manager Guido Elmi a annullare vari concerti. [5]
All'inizio del
1984 esce la prima raccolta live: Va bene, va bene così, che resterà in classifica 33 settimane, di cui 8 al primo posto; ma il 20 Aprile dello stesso anno il rocker viene fermato in una discoteca nei pressi di Bologna e arrestato; dopo una perquisizione in un casolare di Casalecchio dove abita insieme ad altri componenti della sua band, Rossi consegna spontaneamente 26 grammi di cocaina ai carabinieri. Trascorre 22 giorni di prigione (di cui 5 in isolamento) presso il carcere di Rocca Costanza a Pesaro con l'accusa di dentenzione di cocaina e spaccio non a scopo di lucro durante i quali riesce a liberarsi dalle anfetamine, nonostante la sua situazone psicofisica rimanga piuttosto precaria. Del panorama musicale italiano soltanto Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi danno pieno sostegno al cantante, visitandolo in carcere. Il 12 maggio Rossi ottiene la libertà provvisoria. Il processo lo scagiona dall'accusa di spaccio, ma lo condanna a due anni e otto mesi con la condizionale, per detenzione di sostanze stupefacenti. [6]
Di lì a poco, Vasco Rossi pubblica l'album
Cosa succede in città (1985), considerato secondo certi aspetti l'album della rinascita. Sebbene contenga canzoni storiche poi divenute pilastri delle composizioni di Vasco, secondo la critica l'album è tecnicamente perfetto ma per i testi ed i contenuti viene considerato un album piuttosto "fiacco", anche a causa delle vicende che l'hanno preceduto, tanto che secondo alcune persone vicine a Rossi l'album non ha soddisfatto completamente né Vasco né Elmi. Ciò nonostante, l'album resta in classifica per 29 settimane.
L'anno seguente diventa padre per la prima volta e per due anni sparisce completamente. Qualcuno parla di esaurimento nervoso ma è un periodo in cui Vasco ricerca se stesso e rivede vecchi amici di infanzia.
Nel
1987 torna prepotentemente sulla scena pubblicando C'è chi dice no definito da molti giornali dell'epoca un capolavoro, che resterà in classifica 38 settimane, di cui 12 in testa. Il successo è tale che perfino Celentano lo vuole ospite in RAI. Lui inizialmente accetta salvo poi cambiare idea il giorno prima della trasmissione facendo infuriare i vertici dell'emittente televisiva che minacciano di bandirlo per sempre da ogni trasmissione. Ma Rossi a questo punto della sua carriera può ampiamente permetterselo tanto che il sempre crescente successo di spettatori costringe il cantante ad abbandonare i palazzetti per orientarsi verso spazi più ampi: inizia l'epoca degli stadi.
Il primo luglio
1988 viene nuovamente arrestato mentre da solo a bordo della sua BMW 750 procede zigzagando sulla A14 con a bordo un grammo di cocaina, uno sfollagente e una pistola lanciagas. Viene prontamente rilasciato tra le guardie carcerarie e i fans che gli chiedono abbracci e autografi.
Nel
1989, prima dell'uscita dell'album Liberi liberi realizzato per conto della EMI, Rossi rompe definitivamente con Guido Elmi e la Steve Rogers Band ritrovandosi praticamente da solo con Maurizio Lolli. Parte comunque il "Liberi Liberi Tour" senza Solieri e Riva, il cui grande successo porta alla pubblicazione dell'album live Fronte del palco (1990). Il 6 dicembre 1989 Rossi "tira definitivamente una riga" sopra la questione di spaccio del 1984 venendo condannato ad un'ammenda di 2 milioni e 800 mila lire.
L'anno successivo vengono organizzati in rapida successione (
10 e 14 luglio) due concerti rispettivamente negli stadi San Siro a Milano e Flaminio a Roma, che fanno registrare presenze record [7]. Una parte del concerto di Milano viene pubblicata nell'album Vasco live 10/7/90 San Siro.
Diventato padre per la seconda volta, il cantante fa uscire l'album
Gli spari sopra (1993) col quale vincerà 10 dischi di platino, mentre nel 1994 regala agli iscritti al suo Fan club ufficiale un CD contenente l'inedita Senza Parole. Sempre in questo periodo esce il singolo Se è vero o no che non fu inserito nell'album Gli spari sopra.
Nel
1995 il rocker è di nuovo a San Siro con un doppio concerto evento, Rock Sotto l'Assedio, contro la guerra in Jugoslavia. In questa occasione canta per la prima volta Generale di Francesco De Gregori, cantautore che da sempre è un suo riferimento. Vasco promuove la serata come occasione di riflessione contro la violenza della guerra, ma molti giornalisti polemizzeranno con lui per non avere devoluto l'incasso alla causa jugoslava.


Gli anni del successo di massa


Nel 1996 pubblica l'album Nessun pericolo... per te, contenente una canzone, Gli angeli dedicata all'amico Maurizio Lolli morto di cancro ai polmoni, il cui video (una produzione colossale di 600 milioni di lire) viene diretto da Roman Polanski; il video viene messo a disposizione su Internet, un evento abbastanza insusuale per quegli anni. La canzone viene distribuita in un singolo a forma trinagolare a tiratura limitata. Nel 1997 esce Rock, una raccolta di vecchi pezzi riarrangiati, che porterà il cantante ad esibirsi nell’ex stabilimento Italsider di Bagnoli, nell'ambito della prima edizione del Neapolis Rock Festival. Quell'anno Rossi è presente come autore al Festival di Sanremo (in coppia con l'amico di sempre, Curreri degli Stadio) con E dimmi che non vuoi morire scritta per Patty Pravo, premiata con il premio della critica. Sempre per il festival di Sanremo, nel 1998 scrive la canzone Lo zaino cantata dagli Stadio.
Nel
1998 esce Canzoni per me, in cui riprende anche vecchie canzoni, scritte all'inizio della carriera e mai pubblicate. Lo stesso anno vince il suo secondo Festivalbar con Io no. Nell'estate del 1998, decide di tenere un unico concerto, accettando la proposta di essere la guest star della prima edizione dell'Heineken Jammin' Festival a Imola: la storica serata viene immortalata nel video e relativo album live Rewind nel 1999, a cui fa seguito il Rewind tour. A pochi giorni dalla partenza del tour, muore per overdose l'inseparabile "compagno di avventure" Massimo Riva, chitarrista della band e autore-coautore di tante musiche e testi.
Nel
1999 esce il singolo La fine del millennio, i cui proventi vengono devoluti all'associazione onlus per il recupero dei tossicodipendenti, fondata dai parenti di Massimo Riva. La copertina ripende il Cristo bendato di una immagine di scena tratta dal "teatro delle orge e dei misteri" dell'austriaco Hermann Nitsch.
Nel
2000 si ricompone la collaborazione con Patty Pravo alla quale l'artista dedica un tributo con il brano scritto per lei Una donna da sognare, titolo anche dell'album, nel quale c'è la firma di Vasco Rossi (che è anche produttore del cd) anche nella delicata Una mattina d'estate portata al successo dalla Pravo al Festivalbar di quell'anno. Sempre quell'anno, firma come coautore il testo della canzone La tua ragazza sempre, portata al Festival di Sanremo da Irene Grandi, che si piazza al secondo posto. Il 2001 è l'anno di Stupido hotel e anche del terzo Festivalbar vinto con la canzone Ti prendo e ti porto via. Nel 2002 esce la prima raccolta pubblicizzata come ufficiale dalla EMI di brani in versione originale e rimasterizzati, Tracks, alla quale fa seguito il triplo concerto evento tenutosi di nuovo a San Siro, e dal quale sarà tratto il video Vasco @ San Siro '03. Nel 2004 l'album Buoni o cattivi, registrato tra Bologna e Los Angeles fa registrare il record di vendite di quell'anno e successivamente viene venduto anche negli Stati Uniti.
Il
12 maggio 2005 lo IULM di Milano conferisce al rocker la laurea "honoris causa" in Scienze della comunicazione. Il 9 settembre 2005 esce È solo un rock 'n' roll show , doppio DVD, lanciando così il concetto di movieclip, in cui tutte le canzoni di Buoni o cattivi si intrecciano in un lungo videoclip di oltre 2 ore. Tre mesi dopo, il 2 dicembre 2005, esce Buoni o cattivi live anthology 04.05 un cofanetto comprensivo di doppio cd e triplo dvd, registrato live dai trionfali "Buoni o cattivi tour" del 2004 e del 2005.
Nel
2005 ritorna a Sanremo come ospite per la serata finale, in segno di riconoscenza al festival che gli aveva offerto una vetrina importante, quando la sua carriera era ancora agli albori. Questa volta il pubblico lo accoglie con entusiasmo e Vasco risponde cantando l'introduzione di Vita spericolata e l'hit del 2004 Un senso. Dopo la performanche, pronucia poche parole contro la legge legge anti-fumo (legge 3/2003) varata dal ministro Sirchia ed esce di scena, sottraendosi all'abituale intervista del conduttore Paolo Bonolis ai suoi ospiti.
Il
17 dicembre 2005 Vasco torna a Zocca, la sua città natale, dove gli amici d'infanzia e tutta la comunità hanno organizzato il tributo in suo onore. Per l'occasione è allestita anche una mostra fotografica.
Vasco Rossi ha sostenuto nella campagna elettorale per le
elezioni politiche 2006 il partito la Rosa nel Pugno (concedendo l'utilizzo della canzone Siamo solo noi come colonna sonora dello spot del partito) e ha finanziato la coalizione dell'Ulivo. È la prima volta che il rocker prende un posizione politica netta; in passato, si era limitato a mostrare simpatia per le lotte abolizioniste di Marco Pannella, acquisendo la tessera del partito dei Radicali e prestando, nei primi anni '80, il suo volto ad alcune campagne antiproibizioniste. Alle elezioni per il Presidente della Repubblica 2006, alla seconda e terza votazione il cantante ottiene in entrambe le occasioni 1 voto. Sempre nel 2006, Vasco annuncia pubblicamente di non cedere più i diritti delle sue canzoni per gli spot pubblicitari [8].
Il
19 gennaio 2007 esce il singolo Basta poco. Per volontà del cantautore non è venduto in alcun negozio e può essere ascoltato esclusivamente tramite radio oppure scaricato dal web o dal portale di una nota azienda telefonica. Il nuovo singolo fa registrare il record italiano di download legali, oltre centomila a distanza di due giorni dall'uscita del brano.
L'
11 maggio 2007 Vasco Rossi pubblica un mini cd, Vasco Extended Play, contenente Basta poco, la versione "original demo" della stessa, il video con i personaggi disegnati da suo figlio Luca e una cover di La compagnia, pezzo scritto da Mogol ed interpretato da Marisa Sannia e soprattutto da Lucio Battisti.

Testo fornito da Wikipedia